Terza fase: 1643-2007

Nell’Inventario per la permuta dei beni appartenenti al Regio economato, poiché dal 1802, con le Soppressioni napoleoniche i Cappuccini, come gli altri ordini religiosi erano stati allontanati dal loro convento, troviamo menzione che dinanzi alla “nicchia con entrostante il simulacro rappresentante la Beata Vergine Maria di Loreto, il tutto in bosco – sta – un telaro sopra in tela rappresentante il detto simulacro in pittura…”.

L’ultimo e a noi più vicino riferimento documentale circa l’esistenza, nella nostra chiesa dell’antico dipinto della Vergine di Loreto risale ad 84 anni or sono, ne fanno fede anche alcune vecchie fotografie dell’altare maggiore. La notizia è contenuta nelle schede per conoscenza, rilasciate ai frati per tramite del Comune di Chivasso da parte del funzionario della “Regia Pinacoteca di Torino”, in pratica l’attuale “Soprintendenza ai Beni artistici e storici” per la Regione Piemonte. Nelle scarne righe del n/s dipinto in tela è detto che “ordinariamente maschera la statua di legno (sec. XVI)…e rappresenta la stessa Madonna in gloria, con in basso S. Antonio e S. Grato”.1643-2007

Per le esigenze di difesa della città nel 1639 venne demolito il convento “alle Fontane”, nel 1643 i frati Cappuccini si trasferirono alla “Rivera” (sede attuale), presso la preesistente cappella campestre di San Grato, vescovo d’Aosta.

A ricordo dell’originaria collocazione del pilone nel borgo di S. Antonio abate, e a significare la nuova, presso il “fondo di San Grato vescovo”, venne mutata l’identità di fra Arcangelo in quella di S. Antonio, e alla stessa maniera il Santo di Assisi venne trasformato nel Santo Vescovo di Aosta Grato, rivestito con abiti pontificali, mentre presenta la “reliquia” del capo del Battista alla Vergine, al cui rinvenimento pare abbia partecipato.

Si possono osservare le posticce note identificative dei due santi personaggi mutati: S. Grato ha le mani che non reggono nulla, ed il pastorale è giustapposto in modo improbabile.

S. Antonio abate ultracentenario, è in realtà un quarantenne invecchiato; inoltre indossa l’improprio abito religioso dell’ordine Antoniano nato oltre sette secoli dopo in Francia; si nota il piccolo Tau di tela azzurra cucito sulla spalla sinistra.